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Le storie della mala notte

esplorazioni, racconti e visioni per fare sogni inquieti

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Se ci fosse un film su Alice Nelly…

Lei dipingeva dappertutto, sulle pareti, sui mobili e sugli schermi spenti delle TV. Si firmava Alice Nelly e viveva in una casetta con suo fratello Nellino, senza riscaldamento, senza corrente elettrica.

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Quando Alice era in vita ha esposto alcune sue opere da qualche parte, in qualche mostra. Ma non è mai diventata famosa e nel mondo dell’arte il nome Alice Nelly non dice nulla, a nessuno. Ora Alice e Nellino non ci sono più e la loro casetta dipinta è abbandonata alle intemperie. Ma se le cose fossero andate diversamente? Se qualcuno avesse visto l’arte racchiusa nei sorrisi dipinti, nelle scene naif? Se Alice oggi fosse conosciuta come una grande artista? Se qualcuno avesse deciso di trasformare in un film l’incredibile storia della sua vita assieme al fratello Nellino? Magari oggi la conosceremmo tutti, in tutto il mondo, come è successo per Maudie, una pittrice incredibilmente simile ad Alice. Maud Lewis era una pittrice Canadese: anche lei viveva in una piccola casa, anche lei dipingeva ogni cosa. Oggi le sue opere valgono molti soldi e la sua casetta è stata salvata dal deperimento: ora ospita le opere di Maudie e la si può visitare. La sua storia e la sua visione colorata del mondo le trovate in un bel film: Maudie (disponibile su Netflix). _522x755.

Guardatelo e pensate ad Alice mentre lo fate. Io invece faccio un appello a tutti i registi in ascolto: fate un film sulla vita di Alice e Nellino, la storia c’è, è bellissima ed è già un’opera d’arte.

Il drago del lago di fuoco

L’altra sera spulciando fra i titoli di Netflix (che non offre tantissime novità, ma fra le cose vecchiotte ne ha parecchie di interessanti) ho trovato un vecchio (appunto!) film fantasy, del quale avevo solo vaghi ricordi. Ricordavo una ragazza che andava a raccogliere squame di drago nei pressi di una grotta. l’ho rivisto con piacere, apprezzando anche gli effetti speciali “caserecci”, quelli di quando ci si arrabbattava senza computer grafica ottenendo anche risultati discreti. Si tratta de: “Il drago del lago di fuoco” 

Ricordavo poi che il film era uno di quelli che Rai1 proponeva per il settimanale appuntamento “Al cinema in famiglia” che aspettavo con tutta la mia ansia bambinesca. Taluni di quei film venivano giudicati “film dell’orrore” da mamma e papà, ed è molto probabile che abbiano cambiato canale subito dopo la scena della ragazza che raccoglieva squame di drago…per questo non ricordavo altro. Ricordo però la sigla di Al cinema in famiglia, ogni volta non vedevo l’ora che finisse e che iniziasse il film.

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