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Le storie della mala notte

esplorazioni, racconti e visioni per fare sogni inquieti

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Orfanotrofio per adulti

C’era una volta una grande casa che ospitava ragazzi e ragazze, giovani non più bambini. Andrea, Marco, Matteo, Lisanna, Marta, Jarno e molti altri hanno vissuto lì per un po’ di tempo, insieme, per forza.

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Le le loro storie se ne sono sono andate via con loro, tanto tempo fa. Fra quelle pareti sono nate grandi amicizie, forse perfino qualche amore. Di sicuro ci sono stati litigi, crisi e fiumi di lacrime. Ci sono state discussioni per stabilire i turni delle pulizie, ma anche giochi, scherzi e lunghe cene.

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Tutto questo, mescolato assieme, impregna ancora le pareti della casa che ora è orfana, come in qualche modo lo sono stati i suoi ospiti di un tempo. Forse ognuno di loro, a un certo punto della sua permanenza lì, si è sentito abbandonato ma al tempo stesso parte di una grande, variegata, famiglia. Proprio come si immagina succeda negli orfanotrofi. Dopotutto questo posto cos’era se non un orfanotrofio per adulti? Ragazzi, adulti, rimasti soli rincorrendo una scelta, un’idea, un’utopia sbagliata o solo troppo veloce. Spero siano riusciti tutti a ritrovare il proprio percorso. Chissà se qualche volta ripensano ancora a quella grande casa.

 

 

 

 

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Poi ci sono le coincidenze, che poi alla fine non sono nemmeno tali. Si tratta solo di vedere qualcosa con gli occhi ancora impressionati da un’esperienza appena fatta. Il fatto è che dopo essermi aggirata in quel posto fra i fantasmi del suo passato, ho iniziato a vedere “The promised neverland” un anime che, guardacaso, è ambientato in un orfanotrofio dove la serenità è solo apparente. Anche a distanza di tempo ho ancora la sensazione di aver visitato, dal vivo, gli stessi ambienti che poi ho rivisto nell’anime… ditemi se per voi non è lo stesso!

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Il custode latin lover

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Potremmo chiamarlo Goran. Sarà sulla quarantina, diciamo 38 anni. Di giorno lavora qui al deposito. C’è sempre parecchio da fare per lui e i ragazzi. Sono una quindicina in tutto, più o meno hanno la stessa età. Sono una bella squadra: ogni tanto si accapigliano, ma è normale che succeda. Italiani o no, bestemmiano un po’ tutti. E fumano tutti: a muso duro lavorando, quando si arriva la mattina e quando a fine giornata si chiude.

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La sera gli altri se ne vanno, Goran no. Lui nel deposito ci vive anche, resta la notte a fare il custode. Nel suo alloggio c’è una cucina che lui usa assai di rado. Da qualche parte su un foglio ha una ricetta facile che gli ha scritto una ragazza tempo fa. Goran non l’ha mai nemmeno letta, però quel foglio gli dispiace buttarlo, ogni tanto se lo ritrova fra le mani e gli dà un senso di casa.

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Poi nell’alloggio c’è il bagno e la parte migliore:  la stanza da letto. Goran forse non è bello, però ci sa fare e questo piace alle sue donne, piace un sacco. Un paio le frequenta da un po’, le altre sono avventure fugaci da ricordare giusto fino al giorno dopo per raccontarle ai ragazzi. Quando Goran è da solo c’è la signorina del calendario a fargli compagnia: lei lo guarda dalla parete e lui fissa lei steso nel centro del letto, una mano sotto la testa e l’altra là sotto a darsi da fare.

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A Goran va bene così, la sua vita va bene così.  Basterebbe che lo stipendio degli ultimi due mesi si decidesse ad arrivare e andrebbe bene.
Invece sono arrivate le lettere. Era un giorno freddo di gennaio. Licenziati, tutti. Nessuna spiegazione, nessuna possibilità di riassunzione, niente.  La ditta è fallita e tutti a casa. Ma Goran una casa non ce l’ha. Mescola un mazzo di carte seduto sul letto, con la sigaretta in bocca. Fa volare le carte tutto intorno e sopra il letto non poteva che finirci una carta di cuori. Goran finisce di fumare, butta a terra la cicca, la pesta e si guarda intorno. Quel posto non è più casa. Saluta la signorina del calendario e se ne va.

49690797_2119407534748998_5714562607050915840_nCi sono altre foto di questo posto in questo album

Film “con escursione”

bwPeriodicamente mi va di vedere film con un ingrediente specifico, non importa che si tratti di horror (sempre ben accetto) o film d’ammore (uhm…) ma basta che contenga quella cosa specifica. Ecco, ora l’ingrediente che cerco ora è “l’escursione“: qualche suggerimento? Io intanto faccio le mie brave liste, quella del “già visto” e i quella invece dei consigli “da vedere”

Già visto

The Blair witch project
Imprescindibile. Dopo questo le mie passeggiate nei boschi non hanno più avuto lo stesso sapore (nel senso che mi piacciono ancora di più). Voto 9

Picnic a Hanging Rock
Natura rigogliosa, sole splendente e le risate di un gruppo di collegiali: ingredienti che non ci si aspetterebbe per un film che, nella mia personalissima esperienza, ho trovato più disturbante anche di Shining. Voto 10

Into the wild (Netflix)
Un grande lungo viaggio in solitaria per scoprire che la felicità vera è quella condivisa. Voto 9.

Norh face
Una scalata fra neve, ghiaccio, roccia e vertigini. Da vedere d’inverno, sotto la coperta al calduccio. Voto 8

Alive – Sopravvissuti
Angosciante ma non il mio genere preferito di angoscia. Voto 6

Un tranquillo weekend di paura
Avevo grandi aspettative e come spesso succede quando si comincia così poi un po’ si resta delusi. Voto 7

The Descent
iniziato a vederlo per caso senza sapere nulla di genere/trama e questo devo dire è stato un valore aggiunto. Voto 9

127 ORE
Tutti (tranne uno) i film di Danny Boyle che ho visto finora mi son piaciuti un sacco, e questo sta dentro al sacco. Voto 9

A spasso nel bosco (Netflix)
Con due simpatici e attempati Robert Redford e Nick Nolte. Piacevole ma niente di più. Voto 6

Da vedere

5 giorni un’estate

La sedia della felicità

The Lobster

Cliffhanger

Lone Survivor

Un ponte per Terabithia

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