Quello che leggerete era il risultato di una sorta di sfida, lanciata qualche anno fa fra amici scrittori. La sfida consisteva nello scrivere uno stralcio di storia usando il dialogo e nulla più, solo dialogo. A me venne in mente questa conversazione e il risultato mi piacque, tanto che a volte penso di tirarne fuori una storia. Però poi lo rileggo e mi piace così, con una storia appena suggerita. 33864155_1810510078972080_5520751653768134656_n

 

«Sei arrivata, finalmente»

«Sì»

«Non restare lì al buio, entra, vieni a sederti di fronte a questo povero vecchio. Che cos’hai in quel cartoccio?»

«Una cosa per te»

«Oh! Adoro quando le belle donne mi viziano. Appoggia pure qui e siediti, mettiti comoda. C’è poca luce, vuoi…»

«No, va bene così.»

«Vuoi togliere il cappotto?»

«Va bene così.»

«Bene. Allora posso aprire il mio regalo? Vediamo un po’!»

«Era il tuo preferito»

«Oh! Oh, mio Dio, il mio liquore alla pesca! Tu…»

«Andavo sempre a comprartelo io, ricordi?»

«Sì…»

«E dopo tu mi insegnavi a ballare»

«La mia ragazza, eri la mia ragazza, come una figlia»

«E tu come un padre»

«Pensavo sarebbe stato così per sempre e invece. Beh, ne beviamo un goccio? I medici me lo hanno proibito… Trovi un altro bicchierino lì, nella vetrina»

«No, grazie»

«Va bene. Sentiamo se ha ancora lo stesso sapore di allora»

«Immagino tu abbia saputo degli altri»

«Sai, questo liquore non è cambiato affatto, resta sempre il mio preferito»

«Allora?»

«Sì, sì naturalmente… ho saputo. Ora sono rimasto solo io, per questo ti aspettavo»

«Sai perché sono qui?»

«Sei venuta a portarmi anche un altro dono, oltre a questo liquore. Ma perché quel sorriso così triste?»

«Lo sapevi già nel momento in cui sono entrata»

«Sai è stato bello rivederti. Resta qui seduta, che io possa guardarti fino a quando i miei occhi si chiuderanno»

«Sì, resterò fino alla fine»

«La mia ragazza…»

 

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