Ci sono due cose che amo nella letteratura e nei film (e dovunque se ne racconti), ma che cerco di evitare nel mondo reale: il treno e il circo. Sono mondi chiusi e in movimento, il primo è pieno di sconosciuti, il secondo è una specie di strana famiglia. Ho deciso di fare un po’ d’ordine con i ricordi e provare ad annotare quelle storie che mi hanno colpito. Cominciamo da quelle in cui c’era di mezzo un treno (poi per il capitolo Circo ci sentiamo più avanti). Cominciamo proprio dall’inizio, dai ricordi di bambina che sono saldamente legati al mondo dei cartoni animati: in principio fu il Galaxy Express 999, un treno spaziale (ne parlo anche nel podcast Stelle&TV). Idea folle, impossibile e meravigliosa, quella di un lunghissimo viaggio in treno facendo tappa su qualche pianeta. s-l300Non era un cartone animato allegro, le storie erano cupe come il nero dello spazio profondo che si vedeva fuori dai finestrini. Le carrozze erano tante ed erano vuote, piccoli vuoti nel vuoto cosmico in un viaggio di sola andata. Il Galaxy però ogni tanto si fermava, cosa che invece sembra non dover succedere per il treno su cui viaggiava Sophia Loren nel film Cassandra Crossing.mv5bzwnkyjhhnzutmzbiyi00owe2ltgxmdutyzdjmdcxzteyoduzxkeyxkfqcgdeqxvymji4mja5mza@._v1_ Questa visione che all’epoca mi impressionò molto (quasi quanto il mio film catastrofico preferito, ovvero L’avventura del Poseidon di cui ho parlato qui). Il treno correva verso la morte: era stato (volutamente) fatto dirottare verso un vecchio ponte che attraversava una gola profonda, dato che a bordo si era diffuso un pericoloso contagio. I passeggeri erano prigionieri in questa trappola letale: se non era il virus a ucciderli ci avrebbe pensato la forza di gravità (forse per questo non amo i viaggi in treno?).
Se alla claustrofobia del treno aggiungiamo quella del sottomarino, ecco che ci tuffiamo in un altro cartone animato della mia infanzia, anche questo non proprio divertente seppur farcito di scene buffe.8pvb63m Del resto stiamo parlando di Osamu Tezuka con Marine Express – L’espresso sottomarino, dove gli occhioni dei personaggi del creatore della Principessa Zaffiro non devono ingannare: da occhi grandi scendono poi grandi lacrime. Per alcuni aspetti e soprattutto per la scena finale (no, non faccio spoiler!) questo lungometraggio animato mi è tornato in mente svariate volte guardando Snowpiercer ,altro film in cui il treno è protagonista assoluto. snowpiercer-1024x682In un modo coperto dai ghiacci questo treno viaggia senza fermarsi mai racchiudendo nelle sue carrozze le esistenze degli esseri umani che si sono adattati a una vita che scorre veloce sulle rotaie, ma non alla divisione in classi sociali. Claustrofobia portami via!
Ma la scena più claustrofobica ambientata a bordo di un treno l’ho vista nel film Non ho sonno, di Dario Argento. Quelle rare volte che si vorrebbe un treno super affollato, quelle volte in cui ad esempio sei inseguita da un assassino, ecco… lo si trova spaventosamente vuoto come il Galaxy Express. non-ho-sonno-2La povera ragazza di questo film non sa più dove nascondersi. Arriva a infilarsi in quello spazio fra due vagoni, dietro la membrana di gomma che sostituisce le pareti nella zona di passaggio. Ho trovato più horror quella singola scena che non tutto il film.
Forse è meglio prendere questo mezzo di trasporto con una predisposizione d’animo più tranquilla. Meglio rilassarsi con atmosfere più british, perché su un treno ci si può concedere anche un the con pasticcini e magari un omicidio o una scomparsa. il_mistero_della_signora_scd0bemparsa_28film29Ovvio che mi riferisco a Omicidio sull’Orient Express, però devo dire che su questo “stile” ho preferito Il mistero della signora scomparsa con l’adorabile zia Fletcher 😉
Ah, dimenticavo: oltre a tutto questo su un treno ci si può anche leggere un bel libro, magari ambientato su un treno… chissà se Books and details ha qualche consiglio in merito!

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