Ci sono le colline e un corso d’acqua, c’è una villa dal grande giardino, c’è una strada tutta curve, ci sono automobili che sfrecciano veloci, incuranti della solitudine del borghetto. Le case sono fatte di pietre antiche e di finestre chiuse. Una di esse si affaccia proprio sulla strada: un involucro vuoto con la vita frettolosa che gli passa davanti. Fuori scorre il presente. Dentro restano intrappolati brandelli di passato.dsc_1556

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Fuori esplodono i colori dell’autunno. Dentro le riviste raccontano vecchie storie e i quaderni delle vacanze testimoniano che il bambino Luca aveva sacrificato agli impegni scolastici qualche ora dei suoi spensierati pomeriggi estivi …

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Nello stanzone buio che dà proprio sulla strada c’è un vecchissimo televisore. Sta di fronte al portone chiuso, come a fare la guardia. Le macchine che passano fuori, ad appena mezzo metro di distanza, provocano uno spostamento d’aria che fa oscillare rumorosamente il portone. Un rumore preso in prestito dall’esterno, di tanto in tanto, regala a questa casa l’illusione di essere ancora abitata.
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Usciamo e nei dintorni ci sono altre case abbandonate che si appoggiano, stanche, ai propri resti.

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E poi ci sono i gatti, guardiani silenziosi che vigilano, che osservano. Sembrano comparire dal nulla, sfuggenti come gli spettri. Ognuno davanti a una casa.
Uno di loro ci invita ad entrare nella sua dimora. Grassoccio ma agile, ghiotto di carezze, lo chiamiamo Tom Bombadil. Lui non ha niente da obiettare. Scavalca la finestra insieme e noi e ci mostra la sua cucina.

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Tom Bombadil ci accompagna al piano superiore correndo su per le scale di legno. Ci vediamo tutti riflessi nel grande specchio sull’anta aperta del vecchio armadio. L’ultima luce del giorno che si lascia catturare dai cristalli del lampadario ci ricorda che presto farà buio, che è tempo di andare.

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Usciamo e salutiamo Tom Bombadil promettendogli di tornare: c’è ancora un’altra casa da visitare, la “casa di Halloween“… ma questa sarà un’altra avventura.

Allontanandoci dal borgo e dai suoi gatti mentre la nebbia comincia a salire, pensiamo che questo posto non è abbandonato, ma solo vittima di un incantesimo. Gli abitanti sono stati trasformati in gatti e continuano ad vivere qui, nelle loro case che però non possono più curare come un tempo.

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